Il decreto sulla morosità incolpevole

È stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il Decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti sulla morosità incolpevole che definisce il riparto dei fondi 2014 tra le regioni e chiarisce cosa si intende per morosità incolpevole e quali siano i criteri per accedere alla dotazione.

Che cos'è la morosità incolpevole: per morosità incolpevole si intende la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo per la perdita o per la consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. La perdita e la consistente riduzione della capacità reddituale possono essere dovute a una di queste cause: perdita del lavoro per licenziamento; accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell'orario di lavoro; cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti la capacità reddituale; mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici; cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate (per cause di forza maggiore o perdita di avviamento in misura consistente); malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato la riduzione del reddito disponibile o la necessità di utilizzare una parte consistente del reddito per fronteggiare spese mediche e assistenziali. Il Decreto, pubblicato il 14 luglio in gazzetta ufficiale, dispone che le risorse del fondo istituito, con D.Lgs. n. 101/2013 comma 5 dell'articolo 6, siano ripartite, in proporzione al numero di provvedimenti di sfratto per morosità emessi e poi la regione provvederà alla distribuzione ai Comuni.

Criteri d'accesso ai contributi: il richiedente per poter accedere al contributo (il cui importo massimo è di 8mila euro) deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
1) avere un reddito ISEE non superiore a 35mila euro o un reddito ISEE derivante da attività lavorativa non superiore a 26mila
2) essere destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per la convalida
3) essere titolare di un contratto di locazione regolarmente registrato e risiedere nell'immobile da almeno un anno
4) avere cittadinanza italiana o di un paese dell'UE o possedere un regolare permesso di soggiorno

Il comune deve verificare che il richiedente non sia titolare di un diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione di un altro immobile che sia fruibile e adeguato alle esigenze del nucleo familiare. Requisito preferenziale per la concessione del contributo è la presenza nel nucleo familiare di almeno un componente che sia ultrasettantenne, minore, con invalidità per almeno il 74%, in carico ai servizi sociali o alle competenti aziende sanitarie locali per l'attuazione di un progetto assistenziale individuale.

Priorità nella concessione dei contributi: i provvedimenti comunali sono destinati alla concessione di contributi in favore:
a) di inquilini, nei cui confronti sia stato emesso provvedimento di rilascio esecutivo per morosità incolpevole, che sottoscrivano con il proprietario dell'alloggio un nuovo contratto a canone concordato;
b) di inquilini la cui ridotta capacità economica non consenta il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione. In tal caso il comune prevede le modalità per assicurare che il contributo sia versato contestualmente alla consegna dell'immobile;
c) di inquilini, ai fini del ristoro, anche parziale, del proprietario dell'alloggio, che dimostrino la disponibilità di quest'ultimo a consentire il differimento dell'esecuzione del provvedimento di rilascio dell'immobile.

I comuni comunicano alle prefetture l'elenco dei soggetti richiedenti che abbiano i requisiti per l'accesso al contributo; le regioni assicurano il monitoraggio sia sull'utilizzo dei fondi che degli eventuali stanziamenti regionali, secondo specifiche definite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.