Dalla pensione sociale alle pensioni per invalidità civili

Un altro punto fondamentale del sistema è il meccanismo che prevede che la pensione non possa essere inferiore ad un livello minimo che corrisponde alla pensione sociale erogata a coloro che, raggiunta una certa età, non abbiano diritto a pensione previdenziale e siano privi di un reddito sufficiente. È, in questo secondo caso, prestazione assistenziale poiché si prescinde dalla condizione di lavoratore: il finanziamento è statale, ed è gestita dall’INPS poiché tutte le provvidenze monetarie a carico dello Stato sono ormai affidate a detto Istituto che si occupa del pagamento delle pensioni per invalidità civili di cui da poco gestisce anche l’intera procedura di concessione sia pure con meccanismi che mantengono una partecipazione degli organismi del SSN al processo valutativo.

La pensione civile spetta a persone con disabilità varie che la legge considera meritevoli di tutela al pari di quelle che, per età anagrafica e condizioni reddituali fruiscono della pensione sociale. È il punto di incontro, così, fra il sistema previdenziale e quello assistenziale, con una vita tormentata poiché lo si ritiene una delle cause di dissesto della finanza pubblica e fonte di abusi e storture tanto da giustificare continui assestamenti e crociate di controllo che toccano anche un altro Istituto assistenziale: l’indennità di accompagnamento per persone con disabilità particolarmente gravi. Queste provvidenze a carico dello Stato costituiscono il principale mezzo di sostentamento – a prescindere dal pur essenziale sostegno dei familiari - per persone svantaggiate, accanto al Sistema sanitario nazionale che garantisce le cure alla generalità della popolazione. Sono integrate da una serie di interventi sociali ed assistenziali delle Regioni e degli enti territoriali che offrono ulteriori forme di sostegno per diversificate situazioni di bisogno (sostegno alla mobilità ed alla fruizione di vari servizi, sussidi economici, ecc.) a persone che si trovino in ristrettezze economiche valutate in base a strumenti complessi come l’ISEE: un misuratore della condizione economica del soggetto per verificare se abbia diritto ad una determinata provvidenza. Si tratta nell’insieme dei tre livelli di intervento – nazionale, regionale, locale – di un sistema molto intricato, oggetto di proposte di riforma anche radicali, rispetto al quale è determinante il sostegno del patronato che, nel caso di ANMIL può contare sulla professionalità degli addetti, al pari d altri Istituti, del resto, e sull’esperienza pluridecennale della Associazione nel sostegno ai disabili, parte integrante del DNA del Patronato. L’esperienza e la professionalità giocano un ruolo determinante nell’orientare ed assistere gli interessati di fronte ad un sistema complesso anche per la rete di norme procedurali – decadenze, prescrizioni dei diritti, termini da rispettare per le domande ecc. – da rispettare e che spesso richiede iniziative in sede giudiziarie anche per le quali il Patronato garantisce guida e sostegno consulenziale ed informativo rispetto ad una normativa in continua evoluzione. Si consideri, così, che provvedimenti dell’estate 2011 prevedono fra l’altro che prima di arrivare al giudizio occorra seguire una sorta di procedura di “conciliazione”.