Congedo parentale

CONGEDO PARENTALE LAVORATORI DIPENDENTI

Successivamente al periodo di maternità obbligatoria, i genitori, lavoratori dipendenti pubblici o privati, hanno la possibilità di prolungare il congedo in modo facoltativo per ulteriori 6 mesi per la madre e 7 mesi per il padre.

La somma dei congedi cumulati non può tuttavia eccedere i 10 mesi, elevabili a 11 nel caso il padre abbia usufruito di almeno 3 mesi di congedo; in caso di genitore solo spetta il periodo complessivo di 10 mesi sempre entro i 12 anni del figlio. Condizione imprescindibile è la costanza di rapporto di lavoro del genitore che usufruisce del congedo.

Il congedo parentale viene retribuito per il 30% della retribuzione media giornaliera a prescindere dal reddito personale del genitore richiedente, se goduti entro il 6° anno di vita del figlio; i periodi eccedenti i 6 mesi, o comunque goduti oltre il 6° anno, ma entro l'8° anno, sono retribuiti sono nel caso in cui il reddito personale non sia superiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo (nel 2017 è pari a euro 16.311,43); oltre il compimento dell'8° anno e sino al 12° anno di età, i genitori potranno ugualmente usufruire dei periodi di congedo residui spettanti, ma non verranno indennizzati.


CONGEDO PARENTALE LAVORATRICI AUTONOME E ISCRITTE GESTIONE SEPARATA

Per le lavoratrici iscritte alla gestione separata spetta, nel caso possano far valere almeno 3 contributi mensili nei 12 mesi precedenti l'inizio della maternità obbligatoria, il diritto viene meno se la lavoratrice cessa l'attività di collaborazione. Le lavoratrici autonome possono usufruirne, se hanno effettuato il versamento dei contributi relativi al mese prima dell'inizio del congedo di maternità; da quel momento devono sospendere l'attività lavorativa e dunque viene meno per tale periodo l'obbligo contributivo. Il diritto al beneficio viene meno se la lavoratrice si cancella dalle gestioni dei lavoratori autonomi.



Per entrambe le categorie il periodo massimo di congedo concesso alla madre è di 3 mesi da fruire entro il 1° anno di vita del bambino; i padri non hanno diritto all'indennità.

Il pagamento è a carico diretto dell'INPS: per le lavoratrici iscritte alla gestione separata la retribuzione giornaliera spettante è corrispondente al 30% del reddito prodotto nei dodici mesi precedenti l'inizio del congedo di maternità, diviso per 365 giorni; per le lavoratrici autonome l'indennità è corrispondente al 30% della retribuzione convenzionale prevista per l'anno d’inizio del congedo stesso.