Come cambia il congedo parentale con le nuove disposizioni del Jobs Act

Sono stati firmati il 4 marzo 2015, e pubblicati in gazzetta, i decreti legislativi sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e sul riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali. Ma come cambierà il congedo parentale?

È stato modificato l’art. 16 del Decreto legislativo 151/2001 inerente il divieto di adibire al lavoro le donne in gravidanza anche durante i giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta e integrato con l’art 16 bis disponendo il rinvio e la sospensione del congedo di maternità in caso di ricovero del neonato.

Tra le novità importanti troviamo l’istituto del congedo parentale che sarà esteso anche ai genitori adottivi e affidatari oltre che ai genitori naturali; lo stesso potrà essere fruito fino al raggiungimento dei 12 anni del bambino e il relativo trattamento economico (ovvero il 30% dello stipendio nel semestre) viene prolungato fino a 6 anni anziché a 3 come precedentemente disciplinato.

Il congedo di maternità potrà essere fruito in ore anziché in giorni e la modifica permetterà di passare a una categoria di lavoro part-time al 50%.

Riassumiamo le disposizioni principali per una lettura più fluida:

Congedo di maternità In caso di ricovero del neonato la madre può chiedere la sospensione del congedo che decorrerà al rientro del bambino.
Esteso il diritto anche in caso di licenziamento.
Congedo di paternità L’istituto del congedo di paternità può essere fruito anche se la mamma è una lavoratrice autonoma.
La fruizione dello stesso è estesa fino ai 12 anni del bambino
Congedo parentale È possibile scegliere se fruire il congedo in forma giornaliera o oraria
Estende il diritto dell’indennità di maternità (il 30% per sei mesi) entro il sesto anno (anziché il terzo) di vita del bambino.
Assistenza disabili Per il figlio affetto da grave handicap il genitore ha diritto alla fruizione del congedo parentale fino alla durata di 3 anni da godere entro i 12 anni di vita del bambino.
La lavoratrice madre adottiva o affidataria è esonerata dall’obbligo di prestare il lavoro notturno.
Lavoratori parasubordinati L’indennità di maternità può essere fruita dalle lavoratrici iscritte alla gestione separata anche se il committente non ha versato i contributi all’INPS.

Il provvedimento, però, dispone che le misure previste si applicano in via sperimentale solo per il 2015 e l’eventuale riconoscimento dei benefici agli anni successivi al 2015 è condizionata all’entrata in vigore dei decreti legislativi attuativi. Le nostre sedi sono sempre comunque a disposizione per l’inoltro delle domande telematiche che naturalmente dovranno essere predisposte prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto.