Pensione anticipata per i lavoratori “precoci”

Closeup of smiling senior man and unrecognizable woman putting hand on his shoulder. Isolated view on white background.

Con la pubblicazione del DCPM in Gazzetta Ufficiale è stato dato il via all’accesso per coloro che ne hanno diritto al   pensionamento dei cd. lavoratori precoci.

L’articolo 1, co. 199 della legge 232/2016 consente a coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni anche in maniera discontinua, purché ci siano almeno 12 mesi di contributi accreditati, ad accedere in pensione prima rispetto alla legge Fornero. Attualmente, prima dell’entrata in vigore delle legge, questi soggetti avevano la possibilità andare in pensione solo al compimento di 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) a prescindere dall’età anagrafica.

Si tratta di un intervento selettivo in quanto per poter entrare nella agevolazione gli interessati dovranno riconoscersi, inoltre, in almeno uno dei cinque seguenti profili di tutela:

  • lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno 3 mesi;
  • siano soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  • lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa una delle seguenti attività: i) operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; ii) conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; iii) conciatori di pelli e di pellicce; iv) conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; v) conduttori di mezzi pesanti e camion; vi) personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; vii) addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; viii) insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; ix) facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati; x) personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; xi) operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • lavoratori dipendenti che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 1, commi da 1 a 3 del decreto legislativo del 21 aprile 2011, n. 67 (siano cioè lavoratori addetti a mansioni usuranti o lavoratori notturni.

Il requisito dei 6 anni, in via continuativa, di prestazioni gravose, si intende perfezionato non solo nel caso in cui le prestazioni siano state effettuate, senza interruzioni, nei 6 anni precedenti la decorrenza della pensione,  ma anche se nell’arco dei 6 anni vi siano state interruzioni, dovute a prestazione di attività non gravose, o anche a disoccupazione, purché di durata complessiva non superiore ad 1 anno, a condizione che nel corso del 7° anno precedente tale decorrenza siano state prestate attività gravose per un periodo corrispondente al periodo complessivo di interruzione.

I lavoratori che sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge, sono tenuti a presentare all’INPS domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso. Solo dopo che l’Istituto avrà attestato la sussistenza di tali condizioni sarà possibile presentare domanda per l’accesso al beneficio.

Per maggiori informazioni, rivolgiti alla sede del Patronato ANMIL più vicina o contatta il numero verde 800 180943.

 

 

Per la foto: Designed by Freepik

Torna alle news