Novità su reddito da abitazione per invalidità civile, cecità e sordità.

L’INPS con la Circolare n. 74/2017 ha stabilito dal 01/01/2017 l’esclusione del reddito della casa di abitazione dal computo dei redditi ai fini della concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità.

La precedente normativa in materia prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità stabiliva che i redditi da prendere in considerazione ai fini della concessione delle prestazioni economiche erano quelli calcolati agli effetti dell’IRPEF.

A tal riguardo l’Istituto, sulla scorta di alcune pronunce giurisprudenziali, considerava rilevante anche il reddito della casa di abitazione (Messaggio n. 31976 del 21 settembre 2005). Infatti il reddito suddetto è assoggettato a IRPEF, salva la deducibilità al 100%. Negli ultimi anni, tuttavia, si è consolidato un orientamento giurisprudenziale opposto.

La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che il reddito della casa di abitazione debba considerarsi non influente ai fini del riconoscimento del diritto alle prestazioni di invalidità civile, cecità civile e sordità.

Con decorrenza 1° gennaio 2017, il reddito da casa di abitazione è pertanto da considerarsi escluso ai fini del diritto alle prestazioni d’invalidità civile, cecità e sordità sia in fase di prima liquidazione che di ricostituzione di prestazione già esistente. Gli arretrati saranno riconosciuti con decorrenza dalla medesima data.

Qualora, pertanto, per le suddette domande, applicando il nuovo criterio di calcolo, la decorrenza della prestazione risulti essere anteriore al 1° gennaio 2017, non saranno riconosciuti gli arretrati anteriori alla suddetta data. Nell’ipotesi in cui l’applicazione del vecchio computo abbia già generato degli importi indebiti per il periodo di competenza successivo al 1° gennaio 2017, si dovrà provvedere all’annullamento in autotutela degli stessi.

Ogni eventuale disposizione in contrasto con il contenuto della presente circolare deve ritenersi superata.

 

Per maggiori informazioni, rivolgiti alla sede del Patronato ANMIL più vicina o contatta il numero verde 800 180943.

 

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